In questo webinar affrontiamo il tema dell’intelligenza artificiale nel settore alimentare.
L’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore alimentare: innovazione, efficienza e il caso Centrale del Latte di Torino
Il 2026 segna un punto di svolta per il mercato del Food & Beverage. In un settore caratterizzato da margini ridotti, stagionalità marcata e picchi di domanda imprevedibili, l’intelligenza artificiale nel settore alimentare non è più una scommessa per il futuro, ma una necessità strategica presente.
Secondo i dati di PwC, il valore di questo mercato è destinato a raggiungere i 43,4 miliardi di dollari entro il 2028, quintuplicando il valore del 2023. In Italia, il fermento è evidente: circa il 43% delle startup food tech ha già integrato soluzioni di AI nei propri processi.
Perché l’AI è diventata strategica per il Food & Beverage?
L’adozione dell’intelligenza artificiale consente alle imprese di trasformare grandi moli di dati in azioni concrete, migliorando non solo l’efficienza operativa ma anche l’esperienza del cliente finale. Le applicazioni spaziano dalla visione artificiale per il controllo qualità alla robotica, ma è l’AI conversazionale a mostrare l’impatto più immediato sulla relazione quotidiana con il consumatore.
I vantaggi dell’AI conversazionale
L’integrazione di interfacce intelligenti permette di presidiare aree critiche come:
- Assistenza Clienti 24/7: Risposte immediate su allergeni, orari e ordini, liberando il personale da compiti ripetitivi.
- Personalizzazione: Analisi delle abitudini di consumo per suggerire prodotti rilevanti, aumentando il tasso di conversione.
- Loyalty Digitale: Trasformazione dei programmi fedeltà in canali di relazione continua attraverso offerte mirate e promemoria sui punti accumulati.
- Feedback in tempo reale: Raccolta di insight immediati sul sentiment del cliente per intervenire prima che un disservizio diventi strutturale.
Lo Use Case: Centrale del Latte di Torino
Un esempio virtuoso di come l’intelligenza artificiale nel settore alimentare possa essere declinata con successo è quello della Centrale del Latte di Torino (azienda parte di New Princess Group).
Dal chatbot tradizionale all’AI Generativa
Centrale del Latte di Torino ha introdotto un chatbot nel 2021 per gestire l’elevato flusso di richieste legate alle storiche raccolte punti. Tuttavia, il vero salto di qualità è avvenuto con l’integrazione dell’AI generativa. I risultati parlano chiaro:
- Volume di interazioni: in meno di un anno (dal 1° marzo 2025), il nuovo sistema ha gestito oltre 13.700 messaggi, superando il totale delle conversazioni registrate nei tre anni precedenti.
- Efficienza operativa: l’assistente virtuale” Tapporosso” funge da filtro, permettendo al team marketing di risparmiare ore preziose precedentemente dedicate a rispondere a domande ripetitive.
- User Experience: il chatbot risponde in modo naturale ed empatico, gestendo anche richieste in lingue diverse o scritte con errori, garantendo supporto anche in orari notturni.
“L’AI non porta via il lavoro, ma tempo inutilizzato in attività noiose, permettendo alle persone di concentrarsi su compiti a maggior valore e più sfidanti”.
Il futuro: Multimodalità e centralità umana
Guardando al futuro, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale nel settore alimentare punterà sulla multimodalità. Vedremo sistemi capaci di interagire non solo via testo, ma anche tramite la voce (voice bot), rendendo l’interazione ancora più inclusiva e igienica, specialmente nei punti vendita fisici.
Resta però fondamentale il concetto di “Human in the Loop”. L’AI deve supportare l’uomo, non sostituirlo. La sensibilità emotiva e la capacità di gestire imprevisti complessi rimangono prerogative umane insostituibili che garantiscono l’autenticità della relazione tra brand e consumatore.