Intelligenza artificiale e talento umano nel gioco degli scacchi – La mini-serie Netflix “La regina degli scacchi” uscita lo scorso ottobre ha conquistato tutti.

Ispirata dall’omonimo romanzo di Walter Tevis “The Queen’s Gambit” (gambetto di donna dalla corrispondente mossa scacchistica), la storia parla di Beth Harmon, una bambina prodigio nel gioco degli scacchi, che all’età di 22 anni arriva a battere il campione di scacchi mondiale.

Sulla scia del successo della serie, il sito chess.com ha creato una versione virtuale della campionessa che consente di giocare contro la regina degli scacchi, in 7 differenti fasi della sua vita, corrispondenti a diversi livelli di bravura.

Nella vita reale, il campione di scacchi mondiale in carica dal 2013 è il norvegese Magnus Carlsen, definito il Mozart degli scacchi, per il precoce talento e naturale bravura.

Tuttavia, anche il suo genio potrebbe essere battuto da una macchina.

L’intelligenza artificiale nel gioco degli scacchi

Il primo computer in grado di competere con il cervello umano nel gioco degli scacchi fu MANIAC, sviluppato nel 1956 nel Los Alamos Scientific Laboratory.

Mac Hack VI sviluppato nel 1966 fu in grado di battere il Professore di filosofia del MIT Hubert Dreyfus, che aveva sostenuto che un computer non sarebbe stato in grado di battere a scacchi neanche un ragazzino di 10 anni. Nella primavera del 1967 Mac Hack VI fu il primo computer a competere (e vincere) in un torneo umano.

Nel 1968 il maestro internazionale di scacchi David Levy scommise che per 10 anni nessun computer sarebbe riuscito a batterlo, sfida che vinse nel 1978 battendo la macchina Chess 4.7, il computer più forte di quegli anni.

Negli anni successivi le macchine continuarono a riportare vittorie, pur intervallate da qualche rivincita umana.

Nel 1981 Crazy Blitz divenne il primo computer a battere un maestro di scacchi in un torneo; mentre nella “Harward Cup – Man VS Computer Chess” organizzata nel 1988 dall’Università di Harward e che si tenne in 6 match tra il 1989 e il 1955, fu sempre il talento umano ad ottenere i punteggi più alti.

Tra il 1986 e il 1997 in Norvegia si tenne il torneo annuale “uomo – macchina” organizzato dalla compagnia assicurativa Aegon, dove fu curioso osservare come nei primi tornei, dove parteciparono giocatori locali, specialisti di tattiche anti-computer, gli umani vinsero più partite, rispetto ai tornei più recenti, dove parteciparono maestri di scacchi.

Nel 1989 Deep Thought fu il primo computer a diventare Grande Maestro internazionale di scacchi, arrivando a battere anche lo stesso Levy in una partita dimostrativa.

Nel 1997 il computer Deep Blue, sviluppato da IBM, battè il campione mondiale Garry Kasparov, diventando la prima macchina a battere un campione mondiale in una gara altamente pubblicizzata, su cui venne prodotto anche il film “Game Over: Kasparov and the Machine”.

Intelligenza artificiale e talento umano: Kasparov vs Deep Blue
Garry Kasparov vs Deep Blue

L’unione imbattibile di intelligenza artificiale e talento umano

L’unione di intelligenza artificiale e talento umano – Le vittorie spiazzanti delle macchine non hanno decretato, tuttavia, la fine del gioco degli scacchi. Anzi, i migliori giocatori utilizzano oggigiorno l’AI per analizzare il gioco, studiare le mosse e migliorare le proprie competenze, diventando così più forti dei giocatori del passato e dimostrando che fare squadra con l’AI, migliora di fatto il gioco e le performance umane.

E’ nato un nuovo modo di giocare che si chiama Scacchi Avanzati (in inglese Cyborg Chess): come in una normale partita a scacchi, le persone si fronteggiano su una scacchiera, mantenendo tutte le regole del gioco, ma potendo farsi aiutare da un computer nell’analisi di una posizione, lasciando alla mente umana la fase decisionale del gioco.

La cosa straordinaria è che le migliori squadre di Cyborg Chess performano meglio delle macchine da sole, confermando che l’associazione di talento umano e intelligenza artificiale risulta imbattibile. Nel torneo di scacchi in stile libero PAL/CSS del 2005, patrocinato dal PAL Group di Abu Dhabi, ad esempio, tre grandi maestri degli scacchi, non sono riusciti a battere il team Zacks, formato da due giocatori di medio livello e sistemi di intelligenza artificiale meno potenti di quelli dei grandi maestri. In una normale partita i giocatori del team Zacks avrebbero avuto meno dell’1% di possibilità di vincita contro grandi maestri scacchisti.

Questo significa che le macchine supervisionate dalla mente umana possono riuscire in imprese meglio che macchine e uomini presi singolarmente.

Lo possiamo vedere anche in altri campi: come nel caso dei piloti di volo automatici o degli assistenti robot in campo medico chirurgico. Sono solo alcuni esempi della collaborazione uomo-macchina che stravolgerà il modo di lavorare del futuro.

Come affermò Einstein:

“«I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. L’insieme dei due costituisce una forza incalcolabile.»

Albert Einstein

Fonti:

https://www.irishexaminer.com/opinion/commentanalysis/arid-30975938.html

https://www.chess.com/news/view/play-beth-harmon

https://it.wikipedia.org/wiki/Scacchi_avanzati

https://en.wikipedia.org/wiki/Human%E2%80%93computer_chess_matches

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