Il ruolo dei chatbot nella gestione dell’emergenza sanitaria da covid-19 – Se l’anno che stiamo per lasciarci alle spalle, verrà ricordato come funesto, non si può dire che la pandemia da Covid-19 non abbia contribuito ad aprire gli occhi del mondo sul contributo che la tecnologia può dare in periodi di lockdown e mascherine.

Qualche esempio sul RUOLO della tecnologia NELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA SANITARIA covid-19

  • Sdoganare lo “smartworking” che sociologi del lavoro come Domenico De Masi e i virtuosi delle risorse umane auspicavano sin da tempi non sospetti. Il Covid-19 ha dimostrato che sì, stando a casa ed evitando i tempi morti di ore di spostamento pendolare, si mantengono intatti posti di lavoro del terziario e aumentano produttività e rendimento aziendale.
  • Dare continuità all’insegnamento grazie alla didattica a distanza. Pur con tutti i limiti legati alle difficoltà di connessione delle aree ad alto “digital divide” e alla mancanza di socialità tipica del mondo scolastico, l’emergenza sanitaria ha avvicinato le scuole al mondo delle classi virtuali, che immagino resteranno una valida alternativa anche in futuro in caso, ad esempio, di malattia del singolo alunno o impedimenti legati al meteo, rendendo sempre più difficoltoso bigiare la scuola…
  • Aprire le porte delle istituzioni alle soluzioni di intelligenza artificiale: nel corso della pandemia i chatbot sanitari hanno giocato un ruolo fondamentale nella gestione del volume di richieste di informazioni relative alle norme di comportamento o all’autovalutazione dei sintomi, favorendo il contenimento dei contagi e il decongestionamento delle strutture e dei canali sanitari, oltre a fornire una preziosa fonte di dati per gli operatori del settore sanitario.

I Chatbot sanitari in Italia e nel mondo

Nel corso del 2020, la necessità delle strutture sanitarie e governative di gestire un considerevole numero di richieste di informazioni e procedure di triage telefonico, così come di tracciare e analizzare i dati di contagio e dei ricoveri, ha trovato nell’intelligenza artificiale un valido supporto.

Negli Stati Uniti, ad esempio, le aziende Memora Health e Ro hanno collaborato alla creazione di un chatbot di intelligenza artificiale per informare le persone sulle misure di prevenzione, sulla base delle informazioni ufficiali dell’OMS.

Tactio-Health, fornitore di un servizio di monitoraggio da remoto di pazienti affetti da corona virus, ha lanciato un programma in modalità SaaS che consente di monitorare sintomi, frequenza respiratoria e temperatura dei pazienti a medio rischio, oltre a fornire dati di decision making agli operatori sanitari, favorendo la gestione dei posti letto disponibili e contenendo il sovraffollamento negli ospedali.

Il sistema Verily del gruppo Alphabet, in collaborazione col governo federale statunitense ha sviluppato uno strumento per lo screening del rischio e la valutazione dei pazienti all’idoneità al test per Covid-19, indirizzando eventualmente la persona al sito di testing più vicino.

In Italia, grazie a chatbot come l’Healthcare bot di Microsoft, sviluppato in collaborazione con l’Inail e introdotto già lo scorso aprile negli ospedali Spallanzani e Santa Maria Addolorata di Roma e al Gaslini di Genova, è stato possibile rispondere in modo interattivo alle richieste delle persone in sicurezza, riducendo il sovraffollamento delle strutture sanitarie, fornendo una valida sorgente di informazioni nel guidare i pazienti nel riconoscimento dei sintomi e nelle procedure di triage telefonico.

L’adozione di chatbot a livello istituzionale e governativo, sollecitata dall’emergenza sanitaria, si allinea, tuttavia, ad un trend che risultava in crescita ben prima della pandemia.

La società di sondaggi e ricerca Gartner ha rilevato come i trend di “democratizzazione e industrializzazione dell’AI” abbiano dominato il 2020: nel corso dell’ultimo anno, il 47% degli investimenti in intelligenza artificiale sono rimasti invariati rispetto all’anno precedente, il 30% delle organizzazioni oggetto di indagine pianifica di incrementare questi investimenti, mentre il 16% delle organizzazioni ha temporaneamente sospeso gli investimenti in AI e il 7% li ha diminuiti.

In particolare, la curva dell’Hype Cycle, strumento metodologico attraverso cui Gartner generalmente rileva il posizionamento nel tempo delle innovazioni tecnologiche e l’adozione a livello di business, mostra come siano in crescita i trend di industrializzazione delle soluzioni di intelligenza artificiale, generando conseguente scalabilità e accelerandone l’adozione e la crescita.

Chatbot nella gestione dell’emergenza sanitaria covid-19 e la curva Hype cycle per intelligenza artificiale 2020 Gartner grafico
La curva dell’Hype Cycle di Gartner

Conclusioni sul RUOLO DEI CHATBOT NELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA SANITARIA covid-19

In conclusione, come rilevato da Gartner, le soluzioni di intelligenza artificiale non sono più un tema riservato ai soli esperti, ma le organizzazioni mirano a portare l’AI a livello di clienti, business partner, vendite e operation e la pandemia, come tutte le situazioni di emergenza della storia, non ha fatto altro che accelerare il cambiamento.

Fonti:

https://www.agendadigitale.eu/sanita/ecco-le-chatbot-per-i-sintomi-del-coronavirus-come-funzionano/

https://www.gartner.com/smarterwithgartner/2-megatrends-dominate-the-gartner-hype-cycle-for-artificial-intelligence-2020/

https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-chatbot-autovalutazione-covid-19-2020.html

https://www.nature.com/articles/s41746-020-0280-0

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